Il territorio comunale si estende per 31 km² con un’altitudine che varia dagli 828 metri della località “cavuto” ai 1725 della località “Vallocchie scure”, ai piedi di monte Miletto. Il centro abitato è sito a 961 metri sul livello del mare.
Il lago di Letino o di Cauto è un bacino artificiale sito poco lontano dal centro abitato. Venne costruito agli inizi del XX secolo per alimentare la centrale idroelettrica di Prata Sannita. Ha una superficie di 1,1 km², un volume d’acqua di 925000 m³ e un limite massimo di invaso di 908 metri.
Il territorio comunale di Letino è stato sede di un insediamento sannita come testimoniano alcune tracce archeologiche site in località “campo delle secine”.
Nel XVI secolo fu feudo dei baroni Della Penna, poi dei D’Aragona e successivamente dei Carbonelli.
Sotto la reggenza di Ippolita D’Aragona vennero approvati gli Statuti che riconoscevano una certa autonomia amministrativa ai letinesi.
Nel 1531 il feudo di Letino venne valutato mille ducati, con una popolazione pari a settantadue famiglie ed una rendita di trentanove ducati.
Ultimo feudatario fu Marco Aurelio Carbonelli che governò sino alla abolizione del feudalesimo (1806).
Nel 1877 fu proclamata la Repubblica sociale anarchica dalla Banda del Matese composta da militanti anarchici della Federazione anarchica italiana che insieme alle masse popolari locali issarono la bandiera rosso-nera nel comune, evento documentato per la prima volta in Italia e nel mondo. I membri di questa banda furono arrestati delle autorità precostituite del Regno d’Italia e detenuti a lungo; processati per uno scontro precedente con un carabiniere che era stato ferito poi deceduto, sono stati assolti.
Dal 1927 al 1945 appartenne alla provincia di Campobasso a causa della temporanea soppressione della provincia di Caserta.
Il 24 ottobre 1943, durante la seconda guerra mondiale, i soldati tedeschi vi uccisero quattro giovani.
Fonte: Wikipedia
