La chiesa, voluta dal frate cappuccino Ruffino di Napoli nel 1616, era sede di una delle più potenti e ricche confraternite della cittadina, proprietaria anche del Monte di pietà. Nell’edificio è molto ricorrente la rappresentazione di un angelo che getta acqua su Costantinopoli in fiamme, raffigurata nel medaglione in stucco sulla facciata, nella base della scultura della Madonna di Silvestro Jacobelli e nel dipinto incastonato nella volta della navata. Alla base del coro ligneo intagliato si possono ancora vedere dei resti della pavimentazione in ceramica cerretese antica. Gli stucchi alle pareti, tipicamente settecenteschi, incorniciavano dipinti ovali di pregevoli fattura attualmente dispersi.
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