Guardia Sanframondi: i riti settenali

Dal XII secolo al 1806 ha fatto parte della contea di Cerreto Sannita che è stata retta prima dalla famiglia Sanframondo e poi, a partire dal XV secolo, dalla famiglia Carafa. Il suo nome deriva proprio dalla famiglia Sanframondo che la dotò di un possente castello a guardia della Valle Titernina, teatro di almeno due assedi nel corso del Quattrocento.

Il comune è conosciuto principalmente per i suoi vini pregiati e per i riti settennali di penitenza in onore dell’Assunta.

Guardia Sanframondi fa parte della comunità montana del Titerno. Si presenta come un caratteristico borgo medievale dominante l’intera Valle Telesina. Il suo territorio è quasi esclusivamente collinare per cui gode di un clima mite e di un ampio panorama; solo la parte meridionale, che protende verso il corso del fiume Calore, è pianeggiante. Le aree in quota sono caratterizzate da boschi di conifere e querce, per il resto il territorio guardiese è dominato da vaste distese di vigneti e oliveti.

Diverse sono le opinioni degli studiosi circa le origini della cittadina, che alcuni fanno risalire ad epoca romana o sannita, altri ad epoca longobarda, altri ancora al periodo normanno. È certo che questo territorio è stato abitato fin da tempi antichissimi. A testimonianza del fatto diversi ritrovamenti di manufatti litici del paleolitico inferiore in contrada Starze e in contrada Limata nel vicino comune di San Lorenzo Maggiore, (un’“amigdala” di tipo chelleano conservata nel Museo della Società Antropologica di Parigi). Altri manufatti in pietra di età neolitica sono stati ritrovati nella Grotta Sant’Angelo di Cerreto Sannita: gli scavi diretti dal locale antropologo Abele De Blasio nel 1896 portarono alla luce cocci di creta, una punta di lancia silicea, frammenti di ossa animali. La suddetta grotta fu dimora dell’uomo anche nella successiva età del bronzo, come dimostra il ritrovamento di asce di bronzo, monili vari, punte di lancia, fibule, un rasoio, uno scarnatoio o scarificatore, un ago da cucire, quattro ciondoli. A testimonianza dell’età del ferro ci sono in particolare un dolmen, cioè un monumento sepolcrale, una punta di lancia di ferro, due fusaiole, dei menhir (questi ultimi abbattuti ed andati perduti).

A favore della tesi romana o sannita viene citata la favorevole posizione geografica, ideale per qualsiasi insediamento di carattere militare; difatti alcuni studiosi pensano di ubicare l’antica città di Fulfulae proprio sulle pendici del Monte Ciesco. L’ipotesi longobarda è strettamente legata alla suddivisione della loro società in liberi, nobili proprietari terrieri, soldati di diritto detti arimanni, i cosiddetti aldii, ed infine i servi; a quest’ultima categoria appartenevano gli abitanti delle campagne obbligati a lavorare per i propri padroni. In ogni contado si ebbero corti, condome, masse, vichi e casali. Tra i vichi, solo in un documento dell’anno 856, viene nominato un Vicus de Tremundi, successivamente alterato in Vico San Fremondo che, secondo alcuni storici locali vissuti nel XIX secolo, avrebbe dato origine all’odierna Guardia Sanframondi. Questa tesi è stata scartata da un recente studio che, prendendo in esame il documento originario, evidenzia come il nome del comune derivi invece dalla famiglia francese dei Sanframondo (Sancto Fraymundo) che nel XII secolo ebbe in feudo Cerreto e i comuni vicini fra cui Guardia. In seguito la località assunse il nome di Warda, che significarebbe luogo di guardia o di vedetta: infatti dalla collina guardiese si riesce a controllare l’intera Valle del medio e basso corso del fiume Calore fino alla piana a ridosso di Maddaloni.

I conti Sanframondo dotarono Guardia di un possente castello il quale fu teatro di due memorabili assedi. L’11 giugno 1440, sotto minaccia di distruzione, il conte Guglielmo IV Sanframondo si dové sottomettere al nuovo sovrano Alfonso V d’Aragona. Nel 1461 i Sanframondo pagarono definitivamente la loro fedeltà alla Francia quando, dopo un assedio e un saccheggio da parte delle truppe di Ferdinando I di Napoli, persero i loro feudi e furono costretti all’esilio. Alla famiglia Sanframondo succedettero i Carafa, duchi di Maddaloni e conti di Cerreto Sannita, e la loro dominazione durerà fino al 1806, anno in cui fu proclamata dai francesi l’abolizione del feudalesimo. Guardia entrò così a far parte della Contea Superiore dei Carafa, avente come capoluogo Cerreto. Nel corso dei secoli il paese fu colpito anche da alcune catastrofi naturali, tra cui il terremoto del 1456, che comportò notevoli danni e numerose vittime, e quello ancor più disastroso del 5 giugno 1688 che lo distrusse quasi completamente mietendo circa 1200 vittime. Guardia venne ricostruita nello stesso posto, grazie alla tenacia e alla volontà dei suoi abitanti. Nel XVIII secolo divenne un fiorente centro della concia delle pelli, che lo rese celebre tanto da essere appellato Guardia “delle sole”. Nel 1810, la commissione feudale riconobbe all’universitas guardiese la proprietà della “montagna di Guardia” e abolì i diritti baronali. Nel 1811, in età murattiana, il paese fece parte del distretto di Piedimonte d’Alife, nel 1861 passò dalla Terra di Lavoro alla neonata Provincia di Benevento.

Il 10 e 11 ottobre 1943 fu cannoneggiata dalle truppe statunitensi con conseguenti danni agli edifici e morti di civili e di tedeschi. Negli ultimi anni Guardia sta cercando di affrontare il grave problema dell’abbandono e dello spopolamento del centro storico.

Fonte: Wikipedia

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