Il territorio comunale confina a nord-est con Guardia Sanframondi; a ovest con Telese Terme e San Salvatore Telesino; a sud con Solopaca; a nord-ovest con San Lorenzello. È attraversato dal fiume Calore e dal torrente Seneta.
Fa parte della Valle Telesina, sorge a 119 m s.l.m.ed è suddiviso in quattro contrade: Foresta, Marraioli, Tore e Petrara.
Il nome originario del comune era Véneri, forse perché nella zona vi era un tempio dedicato alla dea Venere. Solo nel XIV secolo è citato con il nome di Castrum Veneris.
Il termine “Vieneri” risalirebbe al 1308. Contenuto nelle “Rationes decimarum” del monastero di San Salvatore, il nome del casale comparirebbe regolarmente nelle numerazioni del periodo compreso tra il 1542 e il 1669.
Nel 1638 il nome “Castiel Venere” si riscontra nel tavolario Giampiero Gallarano e viene usato per descrivere il castello costruito dalla famiglia Monsorio. Inoltre, varie fonti datate dal 1671 al 1807, attribuiscono al casale i nomi “Veneri”, “Castel Veneri” e “Castello Venere”.
Nel 1811 la parola “Castelvenere” è citata, definitivamente, all’interno del “Decreto per la nuova circoscrizione delle quattordici province del Regno di Napoli”.
Dal 1151 al 1460 è feudo della famiglia Sanframondo, di origine normanna; successivamente invece è possedimento dei Monsorio.
Nel 1532 conta trentasei famiglie che diventano settanta alla fine del Cinquecento.
Nel 1638, dopo un’attenta valutazione del feudo, viene acquistato da Lelio Carfora, governatore di Cerreto Sannita, per conto della famiglia Carafa.
Nella valutazione o “apprezzo” del feudo del 1638 si viene a sapere che Castelvenere “sta edificato su luogo piano, fortissimo di muraglia, con fossi attorno, di maniera che dalla parte di tramontana sta eminente, per esservi un vallone sotto, per dove scorrono le acque del paese; s’entra per una porta con ponte levatoio dalla parte occidentale, dove si trova una bella strada dritta, di conveniente larghezza, spartita in vichi da una parte e dall’altra” (Il feudo fu valutato 10.520 ducati).
Il terremoto del 5 giugno 1688 danneggia il paese.
Dal 1861 fa parte della provincia di Benevento.
Nel 1898 vengono fatti degli scavi che portano alla luce un insediamento palafittico.
Oltre alla palafitta, lunga 25 metri, larga 14 e poggiante su 99 pali conficcati verticalmente nel terreno, vengono ritrovati anche ossa di muflone, nuclei e punte silicee appartenenti all’età del ferro.
Il 9 ottobre 1943, nei pressi della chiesa Santa Maria della Foresta, tre contadini vengono barbaramente uccisi da soldati nazisti.
Il 18 febbraio 1999 Cicciano si gemella con Castelvenere. Il patto viene firmato con una delegazione di ciccianesi guidata dal sindaco e dal parroco accolta solennemente dai corrispettivi di Castelvenere, i quali ricambiano la visita il 21 febbraio.
Nel 2002, anno di celebrazione del quattordicesimo centenario della nascita di san Barbato, avviene anche il gemellaggio tra Castelvenere e Xewkija (isola di Gozo, Malta).
Nel 2013 il comune di Castelvenere costituisce l’unione dei comuni “Città Telesina” insieme ai comuni di Amorosi, San Salvatore Telesino, Solopaca e Telese Terme.
Nel 2019 Castelvenere è “Città Europea del Vino” grazie al progetto “Sannio Falanghina – Città Europea del vino”, condiviso con i comuni di Guardia Sanframondi, Solopaca, Sant’Agata dei Goti e Torrecuso.
Nel 2021 Castelvenere è attraversato dal Giro d’Italia come traguardo volante della tappa 8 Foggia-Guardia Sanframondi e tappa traguardo per la Maglia Ciclamino.
Fonte: Wikipedia
