Ailano si trova su una collina circondata da boschi. Ai piedi della collina su cui sorge, sgorgano varie sorgenti tra cui una di acqua acido-solfidrica. Quest’ultima sorgente di acqua calda ha alimentato le credenze secondo cui in epoca romana qui aveva sede un villaggio di nome Vulcano, di cui mancano però riscontri archeologici.
Il territorio comunale di Ailano è stato abitato fin dal neolitico come hanno testimoniato alcuni sporadici rinvenimenti archeologici. Lo storico Filippo Cluverio nelle sue ricerche menziona il villaggio romano di Aebutianum ma non ci sono tracce archeologiche al riguardo.
La Tabula Peutingeriana riporta nella sua “pars VII” il villaggio di Ebutiana, a 9 miglia romane a nord di Adlefas (l’attuale Alife) e a sud di Cluturno (fra Capriati a Volturno e Monteroduni) a est della catena montuosa dell’Appennino campano. Queste indicazioni incrociate sembrano avvalorare l’identificazione, almeno grossolana, fra l’attuale Ailano e l’antica Aebutianum.
Con l’arrivo dei Normanni nasce il borgo fortificato, denominato nelle carte prima Athilanum e poi Aylanum, che gravitava nell’area di influenza della contea normanna di Alife.
Fu feudo degli Aquino (1229), dei De Arguth (1266), dei De Fossis (1285), dei Rapa (1320) e dei Gualando (o Galardo, 1536). Le ultime famiglie di feudatari che tennero Ailano furono i Carafa, i De Penna, i Matteo, i Carbonelli e, infine, i Rajola Pescarini (dal 1733).
Con l’eversione della feudalità la commissione feudale attribuì al comune il possesso dei monti Cimogna e Coppola.
Durante la seconda guerra mondiale i tedeschi si trincerarono dietro alle colline Cerrito e Calégna, ove contennero per giorni l’avanzata americana. La popolazione, temendo il peggio, abbandonò il paese rifugiandosi sulle montagne. Dopo un ripetuto cannoneggiamento l’esercito statunitense entrò ad Ailano il 28 ottobre 1943.
Nel 1927 fu aggregato alla provincia di Benevento; nel 1945 tornò alla ricostituita provincia di Caserta.
Fonte: Wikipedia
