Il territorio comunale si estende per 43,88 km².
Numerose sono le contrade sparse nel comune. Il centro storico è situato in una posizione elevata rispetto al corso del torrente Titerno, alle pendici dei monti Monaco di Gioia e Acero e si è sviluppato intorno al castello medievale.
Il territorio presenta un’altimetria molto variabile, passando dai 1332 m s.l.m. del Monte Monaco di Gioia ai circa 60/70 m s.l.m. della pianura di Marafi e Macchia.
Il territorio comunale di Faicchio è attraversato da est ad ovest dal corso del Torrente Titerno, torrente che nasce nel comune di Pietraroja e dopo aver attraversato i comuni di Cusano Mutri, Cerreto Sannita e San Lorenzello, sfocia nel fiume Volturno in località Marafi. Il comune è attraversato per poche centinaia di metri dal Fiume Volturno, nelle contrade Marafi e Macchia, che segna anche il confine naturale tra il comune di Faicchio e il comune di Ruviano.
Il toponimo Faicchio deriva dal latino fagus ‘faggio’ attraverso una forma *fagētulu, *fagitulu a cui è stato aggiunto un suffisso collettivo –ētum e un diminutivo –ulus.
Il territorio comunale di Faicchio è stato abitato sin dalla preistoria come testimoniano alcuni reperti rinvenuti in contrada odi e contrada casali, consistenti in alcune punte di lancia, ed alcune punte di freccia, attualmente conservati nel museo del Sannio a Benevento.
Al VI secolo a.C. risalgono le mura megalitiche osco-sannite che cingono ancora oggi la vetta di monte Acero. Esse proteggevano la cosiddetta “Arce di monte Acero”, fortezza sannitica per avvistare i nemici. Molto probabilmente il monte Acero era l’ultimo avamposto a sud dei Pentri e a questi serviva per difendersi da eventuali attacchi da parte di popoli più a sud.
Probabilmente fu sede di un insediamento romano come testimoniano i resti di un acquedotto, di un criptoportico e di un ponte di tale epoca.
I Longobardi vi fondarono una chiesa dedicata a San Michele in una grotta denominata grotta di San Michele a Faicchio e situata in una cavità naturale sul monte Erbano.
La prima notizia scritta risale al 1151 quando Faicchio era annoverato fra i possedimenti della famiglia Sanframondo, importante famiglia di origine normanna che aveva in feudo tutti i comuni della valle Titernina.
Parte di Faicchio fu dei Sanframondo fino a tutto il tempo degli Angioini.
Nel 1407 Faicchio come capitania del re Ladislao I di Napoli affidata al ricchissimo Gunello Origlia.
Nel 1467, a seguito delle ribellioni contro Ferdinando I, il titolo feudale e i beni rientrarono in potere regio e la Terra di Faicchio venne alienata a Pietro Cola De Alessandro, presidente della Real Camera di S. Chiara, per la somma di 500 ducati, con patto “de retrovendita” in favore di Giovanni de Monsorio, milite, consigliere e maggiordomo del Re. Così, nel 1479 il feudo passò al Maggiordomo del Re Ferrante, Giovanni de Monsorio. Alla sua morte, nel 1507, Faicchio, i suoi casali, le Masse passano a figlio Vincenzo Monsori, poi nel 1520 al figlio Antonio Monsorio, poi al figlio Giovanni Monsorio, alla cui morte passò al figlio primogenito Annibale Monsorio, barone di Faicchio, che, sposatosi a tarda età con Adriana di Sangro, ebbe un’unica figlia, Adriana, a cui passò tutti i suoi beni.
Nel 1583 Faicchio fu venduta a un certo Gunello Origlia (su alcuni libri si parla di scambio con Cusano) ma per intervento Reale la vendita fu annullata. Gunello Origlia era discendente di un altro Gunello Origlia che ai tempi di Re Carlo III Angiò-Durazzo era già proprietario di alcune frazioni di Faicchio che poi negli anni passarono ai Gaetani.
Nel 1612 Gabriele De Martino comprò per 20100 ducati tutto il territorio di Faicchio (tranne alcune terre) dal Regio Fisco creditore di Ferrante Monsorio per i numerosi debiti contratti. Il De Martino ebbe il titolo di “Barone Duca di Faicchio” e restaurò il castello trasformandolo in una comoda dimora, pur conservando alcune funzioni difensive. Da allora il castello venne chiamato “ducale” in onore del duca De Martino.
Il terremoto del 5 giugno 1688 rase al suolo molte abitazioni anche se il castello non dovette subire molti danni dato che per un certo periodo ospitò il vescovo di Cerreto Sannita mons. Giovanni Battista de Bellis.
Il comune nel XVIII secolo fu al centro di una furiosa lite fra i feudatari e gli “eletti” dell’Universitas (l’amministrazione comunale dell’epoca). Il 18 gennaio 1729 infatti, in pubblico parlamento, i cittadini decisero di presentare ai tribunali superiori di Napoli dodici richieste affinché fosse proibito al duca di interferire nella giurisdizione locale, di arrestare arbitrariamente i cittadini, di portarli nel carcere del castello senza apposita autorizzazione dell’autorità giudiziaria e di requisire con la forza cibo e materiali vari.
Sul finire del 1700, l’ultimo duca di Faicchio fu Salvatore De Martino che non avendo figli maschi, consentì la successione al titolo alla famiglia Zona-Sanniti di Pietramelara, che però, non vennero mai ad abitare nel castello.
Nel 1816 entrò a far parte del distretto di Piedimonte d’Alife.
Il 20 marzo 1829 la contrata Massa allora Massa Inferiore passa dal comune di San Lorenzo Minore ora San Lorenzello al comune di Faicchio.
Dal 1861 fa parte della provincia di Benevento.
Nell’ottobre 1943, durante la seconda guerra mondiale, la zona divenne terra di scontro tra le truppe alleate e i tedeschi. Faicchio venne duramente bombardata dagli americani (il convento delle Suore degli Angeli e altri edifici civili furono colpito dai cannoni americani) mentre le vie di comunicazione vennero minate dai tedeschi per rallentare l’avanzata americana. Oltre agli scontri militari non mancarono episodi di rappresaglia contro la popolazione civile: all’uccisione di Mariano Romano presso la località Cortesano, seguì in contrada Odi l’eccidio di cinque civili all’interno della chiesetta di San Francesco (una lapide posta sulla facciata esterna della chiesa ricorda l’avvenimento). Pochi giorni dopo altri quattro civili furono trucidati in località Macchia. Intanto le truppe alleate riuscirono ad occupare il paese e, il 17 ottobre 1943, Faicchio venne definitivamente liberata dalle forze tedesche.
Una caratteristica storica del comune di Faicchio è che la sua popolazione non abita prevalentemente nel centro storico ma, invece, in più contrade sparse nel territorio comunale.
Infatti in un documento del 1748 conservato nell’archivio diocesano di Cerreto Sannita si legge che il paese «con quindici casali […] è una terra divisa, parte in Casali, e parte unita […] e i detti Casali sono lontani dalla Terra (centro storico) da un miglio, ed i medesimi Casali sono distanti fra di loro, o un quarto, o un mezzo miglio, o anche più […] ».
Lo statuto comunale concede lo status di frazione unicamente all’abitato di Massa, ma riconosce anche le seguenti contrade e località esterne al centro urbano: Amati, Annunziata, Arenella, Caldaie, Camponi, Camputari, Ceci, Cese dei Ceci, Colle, Coppoli, Cortesano, Ferrucci, Fontanavecchia, Macchia, Manganello, Marafi, Massari, Porti, Russi, Savigli, Starza, Visanti.
Massa. La frazione Massa ha avuto un’evoluzione storica diversa rispetto a quella di Faicchio. La prima notizia scritta di Massa risale al 1244. Nel medioevo era chiamata “Massa Inferiore” per contraddistinguerla da “Massa Superiore” ossia il borgo nato attorno alla Rocca di San Salvatore Telesino. Il centro storico della frazione si sviluppa intorno alla chiesa di San Nicola fino alla fonte Osca. Negli ultimi anni si è realizzata anche un’area PIP in via Iacovelli che permesso lo sviluppo di piccole e medie attività imprenditoriali. Massa ha anche dei nuclei abitanti distanti dal centro della frazione (Pozzarachella, Sant’Antonio, Epitaffio e Sciardi) e una vasta zona agricola quasi tutta coltivata a vitigni. La frazione, sita a 172,23 metri sul livello del mare, conta circa 496 abitanti.
Marafi. Si tratta di una contrada agricola pianeggiante, prossima allo sbocco del Titerno nel Volturno. Già abitata in età romana ed altomedievale, nel XII secolo vi sorse un castrum, che sfruttava la favorevole posizione vicino ad un attracco per piccole imbarcazioni e alla via Latina. Di tale centro rimangono il bastione (la cosiddetta Torre Vecchia) e la chiesa ex parrocchiale dedicata a Sant’Andrea. In zona era anche la grangia di Santo Spirito, dipendenza dell’abbazia di Santa Maria della Ferraria.
Fontanavecchia. La contrada Fontanavecchia si trova nella parte orientale del comune, ha un caratteristico centro storico con abitazioni in pietra e una vasta zona agricola che si estende alle pendici del monte Erbano. Nella contrada, nei pressi della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli si trovano i resti di un’antica fontana di epoca medievale e l’ingresso dell’acquedotto ipogeo di epoca romana, risalente al III secolo a.C. che arriva fino al centro urbano di Faicchio.
Casali. Casali è il nome con cui vengono indicate collettivamente le seguenti località abitate: Amati, Arenella, Annunziata, Camputari, Camponi, Visanti, Massari, Perroni, Porti, Russi, Starza, Savigli. Nel borgo storico di Porti ogni anno, durante le festività natalizie, si svolge il tradizionale “Presepe Vivente Faicchio”. In località Amati si trova la casa natale del fisico e vulcanologo Luigi Palmieri.
Fonte: Wikipedia
