Chiesa di San Pancrazio

Nella piazza centrale del paese, dedicata a S. Pancrazio, il ragazzo martirizzato per la fede nel 304 d.C. nella città di Roma, si trova l’omonima Chiesa parrocchiale edificata nella contrada “Pagliara” poco dopo il secolo XV. Della Chiesa si ha notizia intorno al XVII secolo, anche se si ha menzione di un’antica chiesa detta S.Pancrazio vecchio costruita a circa 1000 piedi da questa nell’anno 744 d.C.

Gli interventi di ristrutturazione iniziarono nel 1713 con la costruzione del campanile e continuarono nel 1750 con l’innalzamento della navata e la costruzione del transetto con cupola centrale; nel 1756 la navata fu arricchita di stucchi, ancora oggi conservati, mentre nel 1779 fu ordinata e messa in opera la pavimentazione in maiolica napoletana, opera del maestro Giovanni Nasta di Napoli. Seriamente danneggiata dagli eventi sismici degli anni ottanta, la Chiesa è stata sottoposta ad un notevole intervento di ristrutturazione e i lavori sono riusciti a riportare la Chiesa all’antico splendore.

Il culto di San Pancrazio in Prata Sannita è antichissimo e questa è l’unica Chiesa del circondario dedicata al Santo. La facciata ha uno sviluppo considerevole in verticale: il portale d’accesso, in pietra lavorata, reca in alto un’edicola con ai lati due soli sfolgoranti, probabili simboli dei Cavalieri Templari, custodi del Santo Sepolcro. Più in alto si intravedono i segni di una meridiana successivamente abolita e un rosone in tufo nero costruito durante i lavori di ristrutturazione che hanno interessato l’edificio. Sono presenti numerosi materiali riutilizzati, molto più antichi della Chiesa stessa, come il portale laterale raffigurante Cristo e arricchito con motivi geometrici e floreali, in stile longobardo, e tre teste di leone poste nella parte superiore della facciata. Sul lato destro si trova un antico Crocifisso in ferro su una base in pietra. La Chiesa è a croce latina: il calpestio, prolungato nel tempo, aveva consumato completamente intere zone della pavimentazione originaria rendendo quasi impossibile la lettura dei disegni e delle decorazioni.

Il Gruppo Archeologico di Prata Sannita, con il consenso della Soprintendenza ai Beni Architettonici, Artistici, Ambientali e Storici di Caserta e sotto la direzione dei restauratori Gianni Sparla e Silvana Franchini ha proceduto al recupero ed al restauro di parte della pavimentazione, grazie ad un lavoro certosino. Il nuovo pavimento, una vera e propria opera d’arte, è frutto di mesi e mesi di lavoro paziente del ceramista Martinelli Santillo da Prata Sannita il quale ha utilizzato tecniche pressoché identiche a quelle originarie.

Fonte: Wikipedia

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