Chiesa di Santa Maria del Castagneto

Questa antica chiesa è tra le più interessanti della diocesi per fondazione e storia. Fu Teoderata, moglie del duca di Benevento Romoaldo I, da poco convertitasi al Cristianesimo per opera del vescovo Barbato di Benevento, che qui diede vita a un cenobio femminile, alla fine del secolo VII, sui resti di un tempio italico. Fondazione dovuta al ritrovamento di una icona nel tronco cavo di un castagno. Il figlio Gisulfo I, nel 703, la donò al nascente complesso benedettino maschile di San Vincenzo al Volturno. Il monastero intorno all’anno 861 subì un’usurpazione, tanto che per sedare le controversie nell’agosto dell’897, intervenne l’imperatrice Ageltrude, venuta da Spoleto. Le ingerenze continuarono e le sudditanze ai Volturnesi furono confermate da papa Stefano VII e dopo di lui dai successori Marino II, Ottone II, Gregorio V; come pure gli imperatori: Enrico II e Corrado II. I benedettini stanziatisi, tra l’800 e il 1100, fondarono più di una dozzina di chiesette sparse in tutta la vallata; di molte solo la toponomastica ne conserva il ricordo. Con l’avvento del nuovo millennio anche i papi Leone IX nel 1053 e Nicola II nel 1059 dovettero intervenire per S. Maria del Castagneto. L’avanzare dei Normanni e la decadenza della casa madre volturnese, mutarono gli scenari politici. Per insicurezza le campagne si spopolarono ma il borgo di S. Maria, anche se provato, sopravvisse; ugualmente la chiesa anche se il primitivo impianto basilicale fu ridotto da tre a due navate. La corte papale nel 1342, da Avignone dove risiedeva Clemente VI, intervenne con ampie indulgenze, ma la decadenza fu inarrestabile. Nel 1868, col Regno d’Italia, alla chiesa furono espropriati i residui cespiti.

Fonte: Wikipedia

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